martedì 6 dicembre 2011

«Acciaierie Venete» Una strada alternativa per le polveri al cesio

Il cesio torna a far discutere in Valtrompia. Mentre a Lumezzane, nel piazzale della «Rivadossi srl Raffineria Metalli» è in costruzione il bunker che dovrà contenere il materiale radioattivo, a Sarezzo l´«Associazione cittadini quartiere del Gobbia» è pronta a presentare alla popolazione una strada alternativa emersa dal piano smaltimento presentato in prefettura dalle «Acciaierie Venete».
La questione nasce in seguito all´incidente del 2007 nello stabilimento di via Antonini, nel quale venne fuso del rottame contenente cesio 137. Successivamente le polveri di scarto furono inviate in una discarica bergamasca, e qui iniziarono i problemi. L´azienda rilevò la contaminazione e rispedì al mittente le 267,4 tonnellate di materiale radioattivo.
E questa sera alle 20.30, la nuova associazione, nata a settembre del 2010 con l´intento di salvaguardare ambiente, territorio e qualità della vita dei residenti di numerose località lungo il fiume comprese tra il confine di Lumezzane e quello di Villa Carcina, ha organizzato per le 20.30 nella sala civica di via Valgobbia 19 (l´ex chiesetta annessa al museo «I Magli») una serata informativa per illustrare il piano di smaltimento delle polveri, e per discutere di altri problemi relativi alle acciaierie. «C´è sempre stata assoluta disponibilità da parte dell´amministrazione comunale - dice il segretario Giovanni Donini -, e dalla documentazione che abbiamo reperito in Municipo emerge la possibilità di inviare, attraverso il Mit Nucleare, un´azienda di trasporti specializzata di Carugate, tutti i “big bag” in Germania, dove un´azienda specializzata effettuerà una lavorazione per scindere le polveri dal cesio. Questa alternativa permetterebbe di evitare la segregazione delle scorie in un bunker, come sta accadendo a Lumezzane». M.BEN
-bresciaoggi 06/12/11-

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