Urge un necessario lavoro, serio e
condiviso, sul tema della caccia e della deroga per alcune specie, per
tutelare la tradizione delle doppiette bresciane.
È questa la posizione assunta e ribadita dal Pd, in merito a una
questione da sempre scottante e che non ha mai trovato una definitiva
soluzione in tutti questi anni.
«ANCORA UNA VOLTA ci troviamo alla vigilia di una stagione venatoria,
immersi in un mare di incertezze - sottolinea il senatore Guido Galperti
-: chiediamo a tutti i partiti di che lascino da parte le polemiche e
che, insieme alle forze responsabili presenti
nelle diverse istituzioni, si possa cercare e trovare una strada
condivisa». Questo dunque l´auspicio dei democratici, che manifestano
una disponibilità a collaborare per porre fine a un´annosa questione,
anche se non mancano le critiche verso chi finora ha
governato. «I cacciatori non sanno cosa possono andare a cacciare -
taglia corto il consigliere regionale Gianantonio Girelli -: questa è la
conferma di una maggioranza incapace di rapportare una normativa
regionale nel quadro nazionale, rispettando le normative
europee. Due anni fa le deroghe saltarono, l´anno scorso si è trovata
una soluzione tampone. Oggi ci troviamo davanti a una situazione in cui
ci sono diverse proposte anche da parte delle forze al Governo, ma
nessuna di queste verrà mai condivisa».
La pista da battere per ottenere le deroghe che altre zone di altri
Stati europei hanno ottenuto è quella di fare «massa critica» con le
altre regioni del Nord Italia, che hanno problematiche analoghe su
specie diverse. «Dobbiamo dimostrare all´Europa quali
sono i motivi della nostra richiesta - spiega Girelli -, come han fatto
altri, dobbiamo riuscire ad ottenere speciali deroghe che ci permettano
di continuare la nostra tradizione. A oggi il centrodestra non è mai
riuscito a realizzare una legge in merito,
a causa di "resistenze" interne a uno dei partiti: così come posizioni
diverse ci sono anche all´interno del centrosinistra. È necessario
sedersi a un tavolo per unire le forze e pensare a qualcosa di serio e a
misura».
IL PD PRENDE poi in considerazione la necessità di un dialogo con i
movimenti animalisti, perché si rende necessario un cambiamento
culturale rispetto alla figura del cacciatore. «Con alcune frange, come
la Lega Anti caccia, sarà difficile rapportarsi - afferma
il sindaco di Gardone Valtrompia Michele Gussago -. Il cacciatore non è
solo quello che spara ma anche quello che, volontariamente, mantiene
puliti i sentieri e l´ambiente dove caccia, perché è suo interesse che
la fauna si conservi nel tempo. Non so se chi
organizza manifestazioni poi si dia da fare concretamente per mantenere
in buono stato i nostri boschi». F.VER. Bresciaoggi)
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