Il letargo sta ormai per finire e a bollire nella proverbiale pentola
c´è già un calendario «stellare». Riparte la stagione dell´osservatorio
astronomico «Serafino Zani», che da maggio fino a settembre riapre i
battenti della cupola sul colle di San Bernardo, alla Pieve, per le
serate dedicate al pubblico.
LA NUOVA STAGIONE è stata presentata
dall´assessore alla Cultura Lucio Facchinetti col presidente
dell´osservatorio Tarcisio Zani, dell´Unione Astrofili Bresciani
Wladimiro Marinello, Andrea Soffiantini, che gestisce le attività, e il
professore Stephen McNeil. L´ultimo, docente universitario americano e
direttore del planetario dell´Idaho, è stato selezionato per la «Week in
Italy», l´iniziativa divulgativa unica al mondo in atto da tredici anni
e organizzata proprio dall´osservatorio Zani con la Società
Internazionale dei Planetari. McNeil terrà lezioni di astronomia in
alcune città italiane come Perugia e Gorizia.
Tornando alla stagione
scientifica valgobbina, al via ufficiale il 5 maggio, la prima novità è
lo spostamento dell´apertura settimanale dal martedì al sabato (tranne
l´ultimo del mese), alle 21. Per il resto sono invece confermate le
attività per i bambini e le famiglie con gli appuntamenti a tema la
domenica pomeriggio.
MA LE ATTIVITÀ per i più piccoli vanno avanti
pure per le scuole, con le classi delle elementari e delle medie
invitate all´osservatorio per seguire le relazioni degli esperti. Altra
iniziative rivolta agli adulti è lo stage astronomico, giunto
all´edizione numero 16, che si terrà dal 27 al 29 luglio: nei tre giorni
di corso (il costo è di 45 euro), si studierà teoria, si imparerà a
costruire un telescopio e a scrutare il cielo. E numerose le presenze
che si registrano anche nei corsi organizzati dall´Unione Astrofili
Bresciani, che gestisce l´osservatorio. Ma il colle San Bernardo non si
ferma qui. Dopo la genialata della «passeggiata astronomica» dalla
Chiesa di Pieve al centro Zani con il suggestivo percorso a piedi
punteggiato dai cartelli informativi sui pianeti, da ottobre è attiva
una base meteo web: uno strumento utile per monitorare le nubi e
decidere se val la pena di salire sul colle. Da un paio di mesi è stato
installato anche un impianto che verifica l´inquinamento luminoso dei
dintorni e dell´intera Valgobbia. Progetti futuri? Una webcam puntata
sul prato del colle e, più ambita, un sistema per le videoconferenze che
permetta di entrare nelle scuole bresciane e del resto d´Italia.
E
infine alcuni numeri sulla ricerca degli esperti: nel 2011 ci sono state
1.037 osservazioni per quattordici notti e scoperti 320 asteroidi: uno,
trovato nel 2005, è stato battezzato «Lumezzane».(bresciaoggi F.Zizzo)

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