giovedì 5 aprile 2012

Il patto per la sicurezza blinda la Val Trompia

Una «grande città» sinergica, riscritta secondo un nuovo codice di sicurezza: collettivo, futuribile e - soprattutto - a misura di cittadino. Con questo impegno ieri mattina in Broletto, di fronte al Prefetto di Brescia Livia Narcisa Brassesco e all´assessore alla sicurezza in Provincia Mario Maisetti, è stato sottoscritto il Patto per la sicurezza della Valle Trompia», che abbraccia i cinque Comuni di Concesio, Gardone, Lumezzane, Sarezzo e Villa Carcina, in stretta collaborazione Questura, Comandi provinciali dei Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizie locali e la stessa Prefettura.
Un iter di condivisione che coinvolge diversi enti, al servizio di un fine comune: garantire standard più elevati in materia di sicurezza. Con ordine, tra i punti cardine del programma: intensificare la prevenzione sia del consumo, che dell´attività di spaccio di sostanze stupefacenti mediante controlli più massicci e capillari; garantire maggiore sorveglianza della viabilità, ponendo un particolare occhio di riguardo al fenomeno delle «stragi del sabato sera»; e poi ancora monitoraggio costante dei pubblici esercizi, lotta all´abusivismo, contrasto dei reati predatori e interventi in materia di sicurezza ambientale. Questi, in sintesi, i punti salienti di un patto che in attesa di concretizzarsi all´atto pratico, nelle voci dei sindaci triumplini traccia le direzioni strategiche per una prospettiva d´azione che sia il più possibile idonea e collaborativa. Le esigenze in campo - secondo il primo cittadino di Gardone, Michele Gussago - sono infatti «motivate, serie e condivise da tutto il territorio» unico beneficiario di un´iniziativa «tanto importante - gli fa rima il sindaco di Villa Carcina Gianmaria Giraudini - anche perché avulsa da qualunque colore politico». Ma con un leitmotiv dominante, espresso nell´auspicio del collega di Lumezzane Silverio Vivenzi, secondo cui serve «pensare la Val Trompia come un´unica, preziosa città…con servizi efficienti, nuove strumentazioni e magari legata anche da un patto di sistema».

Elia Zupelli bresciaoggi 05/04/2012

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