martedì 7 febbraio 2012

Gatti , duecento «sparizioni» l'anno

A Brescia e provincia spariscono oltre 200 gatti l'anno. «Presumibilmente vengono mangiati, ma c'è il sospetto che le pellicce vengano anche utilizzate per confezionare giubbotti o cappellini». A dare la notizia è l'Associazione Italiana per la Difesa degli animali e dell'ambiente (Aidaa). Complessivamente in base alle segnalazioni i gatti spariti in Lombardia e presumibilmente mangiati sono circa duemila nell'arco del biennio 2010-2011. «A Brescia e provincia spariscono circa 200 gatti l'anno, in prevalenza nella zona della Bassa bresciana - fanno sapere i volontari Aidaa- Le segnalazioni delle sparizioni più cospicue (oltre dieci gatti alla volta) ci sono giunti dalla zona di Rezzato, Calcinatello, Lonato Campagnola, Brescia città, Nave e Lumezzane». Abbiamo sempre invitato i proprietari a fare denuncia per sparizione, ma si tratta spesso di gatti randagi, di colonia o che vivono in cascinali». Per quanto riguarda il resto della Lombardia ci sono segnalazioni dalla Bassa Bergamasca (Treviglio). Il numero massimo a Vanzago, dove sono spariti 600 gatti in due anni.
Perchè vengono uccisi i gatti? A volte per crudele atto di sadismo, ma «in Italia si stima siano in circolazione circa 3milioni di colli di pelliccia e interni di giubbotti in pelliccia realizzati con pelo di coniglio, cane e gatto: di questi oltre la metà proviene dalla Cina e dai paesi del sud Est Asiatico, mentre molti di questi colli sono realizzati in laboratori artigianali spesso clandestini situati anche in Italia», aggiungono Secondo le stime realizzate da AIDAA in base al numero di segnalazioni di gatti rapiti nel corso del 2011, in base al numero di sequestri di colli di pelliccia (ma anche cappellini) fabbricati clandestinamente e realizzati con pelo di gatto, ed in base al numero di laboratori illegali gestiti da cinesi sequestrati sia in Toscana che in Lombardia ed Emilia nel corso del biennio 201-2011, sono circa 15.000 i gatti che ogni anno in Italia vengono rapiti (ma anche allevati) per poi essere uccisi ed il pelo acconciato per poi essere lavorato e trasformato il pelliccia e nei suoi derivati. Ovviamente si tratta di un reato in quanto in Italia è proibito fare le pellicce con pelo di cane, gatto (e noi aggiungiamo che presto speriamo sia proibito anche con il pelo del coniglio) ed per quanto riguarda i gatti la preferenza va su quelli neri in quanto si tratta del pelo che presenta la lavorazione più semplice per l’acconciatura per la sua uniformità di colore. .

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