Esattamente il contrario di quello che, secondo il Carroccio, implicherebbe la faraonica proposta da 5 milioni di euro (due e mezzo versati dall´azienda, l´altra metà derivanti da una permuta immobiliare) rilanciata nei giorni scorsi da Diego Toscani, presidente dell´Asvt: trasferire il nucleo logistico dell´azienda dagli attuali spazi della Comunità montana, a Gardone, a un inedito «domicilio» nel Comune di Sarezzo. Ipotesi che tutto l´asse leghista ha stroncato sul nascere, bollandola - nelle parole del segretario provinciale Fabio Rolfi - come «un´opera sproporzionata e non prioritaria».
Resa ulteriormente dissennata dalla portata economica dell´intervento, che implicherebbe «una cifra esorbitante, per giunta senza garantire alcun corrispettivo in termini di utilità per i cittadini». Uno spreco di soldi mastodontico, insomma. Specialmente perchè a sentire le ragioni della Lega una soluzione alternativa salva casse ci sarebbe: continuare a sfruttare gli spazi di Gardone, provvedendo all´estensione e al potenziamento logistico degli stessi.
«Soprattutto perchè quei 5 milioni - ha sottolineato il segretario della circoscrizione valligiana Matteo Micheli - potrebbero essere razionalmente destinati a investimenti a supporto del nostro territorio». C´è di più: questa proposta, caldeggiata anche dalla Comunità montana, permetterebbe all´Asvt di risparmiare circa 170 mila euro sulla rata annuale d´affitto (80 mila nel caso si opti per l´«adeguamento», contro i 250 mila che comporterebbe invece il trasloco a Sarezzo). Una forbice tagliente, che per l´assessore dell´ente Mauro Sigurtà si fonda anche su un altro presupposto privo di alcuna ragionevolezza: «La volontà di costruire un nuovo palazzo, esclusivamente per soddisfare un vezzo legato all´immagine».
Politica, viene naturalmente da aggiungere. Dato che Toscani è uomo del Pd e il quadro della situazione, secondo Rolfi, ha tutta l´aria di essere «una furba occasione per tagliare qualche nastro in vista delle elezioni». E se nel calderone dei motivi di questa strenua opposizione, non manca «la criticità ambientale della cementificazione» lamentata dall´assessore provinciale Aristide Peli, alla vigilia della campagna popolare nelle piazze l´intenzione è netta: «Bloccare quest´opera inutile - assicura Stefano Borghesi, capogruppo leghista in Provincia -, che sperpera i soldi dei contribuenti rubando spazio ad altre priorità della valle».
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