Una parte di quell´eredità da ieri è sicuramente sua. A Valentina
Popescu andranno 70mila euro del lascito di don Giulio Gatteri. È stato
deciso nel corso dell´udienza cautelare, tenutasi ieri in sede civile.
La domestica moldava , che per 12 anni ha accudito il parroco di San
Sebastiano di Lumezzane, scomparso il 10 aprile scorso all´età di 75
anni, è al centro di questa vicenda decisamente delicata dal momento che
il religioso le ha lasciato un´eredità, è stato ricostruito, di 650mila
euro. La Curia ha però inoltrato un esposto alla magistratura con
l´intenzione di fare chiarezza sulla somma.
«Il 30 gennaio - ha
spiegato l´avvocato Biagio Riccio, che con il collega Antonio Belpietro
rappresenta legalmente Valentina Popescu - si torna in aula e speriamo
di chiudere e comporre la vicenda. Noi abbiamo tutta la volontà, quindi
siamo nella condizione di poter dire che siamo a disposizione di tutti.
Se si dimostrasse che ci sono delle elargizioni fatte da donatari, la
signora è a disposizione per poterle restituire. Ma se tutto ciò non
venisse dimostrato, la signora è effettivamente beneficiaria ed erede
con tutta la moralità del caso, e con tutta la signorilità del caso,
perché non deve rimproverarsi assolutamente nulla». Proprio Valentina
Popescu però ieri era visibilmente tesa al termine dell´udienza e non ha
usato mezze misure per riferirne le ragioni. «Ad oggi non lavoro perché
tutti pensano che sono una ladra. Io l´ho detto sin dall´inizio, non ho
fatto niente di male e chiedo un comportamento giusto nei miei
confronti».
E a chi le ha chiesto per quali ragioni «Don Giulio ha
lasciato l´eredità a lei e non alla parrocchia» ha risposto: «Non lo so,
lo sa solo don Giulio perché ha lasciato a me. Solo lui può dare una
risposta. Io la penso così». E l´avvocato Riccio ha ribadito: «Non è
stato fatto nulla per avere quel denaro». L´avvocato Enrico Bertoni,
legale della parrocchia, ha spiegato che: «Nessuno ha mai detto nulla
nei confronti della signora, ci sono stati solo atti cautelativi, in cui
le somme vanno tenute ferme in attesa di capire da dove arrivano. Da un
punto di vista contabile è un dovere nei confronti della comunità».M.P.
Bresciaoggi
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