venerdì 14 settembre 2012

I cacciatori in piazza: «Difendiamo il lavoro»

«La caccia non è solo tradizione e passione, intorno ad essa gravita un indotto che garantisce lavoro a migliaia di persone». Con queste parole Gianmaria Giraudini, sindaco di Villa Carcina, ha presentato in conferenza stampa la manifestazione che si svolgerà domani alle 15 tra il Crocevia di Sarezzo e il Comune di Villa. L´intento è quello di far sentire una nuova voce, non politica e non legata esclusivamente ai diritti dei cacciatori, ma riferita anche all´economia.
«VOGLIAMO UNIRE tutto il mondo venatorio e le realtà produttive che derivano dalla caccia - spiega Eugenio Casella, presidente dell´Associazione Cacciatori Lombardi -: per la prima volta l´obiettivo non è solo quello di resistere ai continui e pretestuosi attacchi alla tradizione venatoria bresciana, ma vogliamo salvaguardare un settore come quello armiero che nella provincia di Brescia costituisce fonte di sostentamento per migliaia di famiglie».
«Il fronte radical-animalista non solo vuole cancellare una tradizione secolare come quella della caccia - continua Casella -, ma intende mettere in ginocchio la produzione di armi sportive e non, in Italia e in particolare a Brescia. Tutti i sindaci della Valtrompia, compreso il presidente della Comuntà montana Bruno Bettinsoli, insieme a numerose associazioni venatorie, in collaborazione con "Civiltà Rurale Caccia e Ambiente" e altre associazioni di pesca e gruppi cinofili, vogliono ricordare che la caccia è anche lavoro ed interessi economici: in Italia il settore occupa 94mila addetti e fattura 8 miliardi di euro (0,54 per cento del Pil) e a Brescia dà lavoro a 15 mila famiglie».
Casella ha anche puntato il dito contro «il completo disinteresse della politica, sempre pronta a cavalcare sondaggi e a raccogliere consensi in periodo elettorale, ignorando per il restante tempo le legittime richieste di una categoria di cittadini che chiedono solo di esercitare una loro passione».
La manifestazione di domani, che causerà non pochi disagi sulla provinciale 345 che attraversa la Valle, sarà anche un chiaro attacco all´ex ministro Michela Brambilla, da sempre contro la caccia e vicina al mondo animalista.
ALLA PROTESTA non hanno aderito tutte le associazioni venatorie: l´Anuu Gasparotto, ad esempio, si è dissociata, dichiarando nei giorni scorsi, in occasione di un incontro a Lumezzane, che «la protesta dei cacciatori contro la Brambilla rischia di innescare l´effetto contrario di eccessiva pubblicità verso di lei, soprattutto solo un giorno prima dell´inizio della stagione venatoria. Meglio sarebbe stato - sempre secondo l´Anuu - organizzare una manifestazione a Milano qualche giorno prima»  bresciaoggi (

Marco Benasseni)

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