Entro la fine dell´anno non si dovrebbe più sentir parlare di Lumetel.
Ad annunciare il capolinea, anche se restano alcune riserve, è stato il
sindaco Silverio Vivenzi, nel corso dell´ultimo Consiglio prima della
pausa estiva.
FINE DELLA CORSA dunque per la società nata nel 1989
con lo scopo di servire le imprese valgobbine nella formazione e
dotazione di strutture tecnologiche e informatiche con cui sviluppare
prodotti e potenziare la presenza sul mercato.
Il gruppo, dotato di
sede e uffici al vecchio municipio di via Mazzini (che oggi ospita il
Moto Club), è per il 50% in mano agli enti pubblici e per il restante
50% di sponsor e imprenditori locali. Tra i primi, il Comune di
Lumezzane ha una fetta del 20%; la Provincia, la Comunità montana della
Valtrompia e la Camera di Commercio ne detengono il 10% ciascuno. Il
sipario dovrebbe calare oggi: l´assemblea dei soci si riunirà per
l´ultima volta per un protocollo d´intesa tra gli enti pubblici che si
accolleranno la metà dei 70mila euro necessari per la liquidazione; il
resto sarà estinto dai privati.
La acque tranquille nelle quali
navigava il gruppo hanno iniziato a incresparsi nel momento in cui il
bilancio è andato in perdita. A quel punto il Comune è stato costretto a
procedere con la chiusura. L´iter iniziò nel 2006, quando vennero
nominati i liquidatori Vigilio Bugatti, Bruno Bettinsoli e Claudio
Massaroli Perani. Nel 2007 l´area Formazione venne ceduta all´agenzia
«Don Angelo Tedoldi»; mentre nel 2008 la gestione dell´incubatore
tecnologico di Gardone passò a Lumetec, controllata da Lumezzane, per
420 mila euro.
Nel medesimo anno la società chiuse le attività. Ma
non poteva estinguersi perché due dipendenti avevano un contenzioso con
la dirigenza risolto solo l´anno scorso, quando il Tribunale di Brescia
dette ragione proprio a Lumetel. Risolto l´ultimo cavillo, la situazione
debitoria è andata avanti per quattro anni fino a oggi, quando la
società ha trovato i 70 mila euro per evitare il fallimento.
«La
storia di Lumetel ha avuto aspetti positivi e negativi - ha commentato
il sindaco Vivenzi -: nonostante tutto è stata un punto di riferimento
per molte aziende». -bresciaoggi F.Zizzo
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