Non è stata ancora detta l´ultima parola sull´autostrada della
Valtrompia. E d´altronde è difficile che non ci siano ancora capitoli
aperti, in questa storia che si trascina ormai da oltre vent´anni. Ieri
pomeriggio l´assessore provinciale ai Lavori pubblici Maria Teresa
Vivaldini è infatti scesa a Roma per incontrare i vertici dell´Anas,
presidente Pietro Ciucci in testa. L´assessore ha fatto la voce grossa,
raccontando il malcontento e la rabbia covati dai bresciani in questo
momento, davanti a «un´opera ritenuta non solo necessaria ma addirittura
fondamentale per lo sviluppo del territorio». Una necessità
testimoniata dall´unanimità con la quale si è pronunciata l´ultima
Commissione consiliare in Provincia.
C´È SENZ´ALTRO DELUSIONE nei
sentimenti dei bresciani: esiste però anche una Provincia agguerrita,
pronta a querelare e chiedere i danni ad Anas, colpevole di aver fatto
«scadere» la pubblica utilità dell´opera, permettendo ai ricorrenti di
impugnare e vincere le cause al Tar e al Consiglio di Stato,
«vanificando così il lavoro di anni». L´assessore aveva incontrato una
parte dei ricorrenti, in seguito alle sentenze: «con alcuni di loro -
sottolinea Vivaldini - si era trovato un accordo per consentire la
realizzazione dell´opera; altri sono rimasti sulle loro posizioni».
L´INCONTRO
A ROMA non è stato solo occasione per rimostranze e minacce di
ricorrere alla magistratura, ma anche un «trampolino» per soluzioni
alternative. «Ho illustrato alcune soluzioni tecniche, studiate per
aggirare gli ostacoli che rendono ardua la realizzazione dell´opera,
ottenendo grande attenzione da Anas». Insomma, nessun diniego
preventivo: certo «esistono evidenti problemi: studiamo però le
eventuali soluzioni».
La prova dell´impegno preso da Anas sta nelle tempistiche per analizzare le criticità.
«Ho
imposto loro delle scadenze, chiedendo risposte per fine agosto,
venendo di fatto accontentata» incalza Vivaldini. Risposte che verranno
dunque fornite entro fine mese, il che costringerà la Commissione «gare»
di Anas a rimandare le ferie per studiare le soluzioni alternative. «Ai
primi di settembre ci sentiremo - conclude Vivaldini -: da quello che
emergerà potremo capire come muoverci in futuro».
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