venerdì 3 agosto 2012

La depurazione? Un sogno Il fiume Mella è sotto assedio

Ne hanno censiti, fotografati e schedati ben 1.631 su un percorso complessivo di 96 chilometri, 40 dei quali relativi all´asta principale del Mella, altri 43 lungo gli affluenti e i restanti 13 chilometri ricadenti sul bacino torrentizio del Garza: facendo una media ne esiste uno ogni 59 metri. Sono gli spaventosi numeri complessivi degli scarichi civili e industriali nel Mella valtrumplino e negli affluenti (dal Gambidolo a San Colombano al Cannone di Bovezzo). Entrando nel dettaglio, i tubi a perdere mappati sono 664 sul Mella, 648 sugli affluenti e 319 lungo il bacino del Garza.
Osservati sul «geoportale Valletrompia», nel quale sono già inseriti nelle cartografie digitali dei singoli comuni con relative limpide immagini, sembrano tanti piccoli semafori rossi sulla sponda del fiume che si infittiscono nei tratti abitati, diventando in questi casi una linea continua. E un colpo d´occhio superficiale sembra mettere sul tavolo degli imputati soprattutto i paesi da Collio a Marcheno. Ma c´è da dire che di fatto in alta valle si tratta di liquami civili che arrivano spesso da fosse biologiche a monte: non per nulla sotto il Ponte di Marcheno fino a Inzino è ancora possibile osservare una fauna ittica composta da vaironi, barbi e boghe; e pure da alcune grosse trote fario.
Poi, oltre Gardone il fiume va morendo: ci sono gli scarichi industriali e l´inquinamento chimico.
Una realtà che fa tremare i polsi pensando ai costi da affrontare per riportare tutte queste immissioni nel collettore di valle, già pronto da Brozzo a Concesio e con lavori non lontani per il tratto Lumezzane-Sarezzo. L´indagine, nata da un protocollo sottoscritto tra Regione Lombardia, Provincia e Comunità montana della Valltrompia, offre ora sul geoportale il quadro della situazione in sedici dei diciotto comuni (mancano Marmentino e Brione) appartenenti al bacino del Mella. Di ogni scarico si sa praticamente tutto per quanto riguarda dislocazione e caratteristiche.
L´attività di censimento, coordinata dall´Arpa Lombardia con la collaborazione della Comunità, è stata svolta da squadre di volontari: in prima fila i gruppi antincendio (11) col supporto dell´Anuu di Concesio e del Motoclub di Nave. L´operazione, coordinata per la Comunità dai funzionari Fabrizio Veronesi e Roberto Mondinelli, ha visto in azione una cinquantina di persone divise in sei squadre con un referente e con precisi ambiti geografici da investigare.
Con un abbigliamento ad alta visibilità e i contrassegni comunitari, e con in mano la mappatura degli scarichi già censiti realizzata da Comunità montana e Provincia, hanno setacciato le sponde e hanno completato l´opera: le immissioni sono state fotografate e georeferenziati con strumentazione Gpf su una scheda realizzata dall´Arpa.
Si è trattato solo di un censimento, senza alcuna implicazione di tipo sanzionatorio. L´operazione di rilevamento è stata avviata nel marzo dell´anno scorso, e i dati sono stati trasmessi e validati dall´Agenzia regionale per la protezione dell´ambiente alla fine dello stesso anno.
I costi della campagna di censimento? La Regione ha riconosciuto alla Comunità montana della Valtrompia un contributo di 40 mila euro: in parte i fondi sono stati destinati alla struttura, e in parte devoluti alle associazioni che hanno lavorato all´operazione.

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