martedì 7 febbraio 2012

Sicurezza, siglato il nuovo «patto» a cinque

Sulla carta si chiama «Patto per la sicurezza della Valtrompia», in concreto è uno strumento che unirà le forze locali e quelle provinciali per cercare di risolvere i problemi di sicurezza attivi nella valle del Mella.
Un esempio del genere esiste già, ed è quello approvato per il lago di Garda sul modello del più noto «Patto per Brescia» firmato nel 2009 dall´ex ministro dell´Interno Roberto Maroni. L´accordo valtrumplino - per ora solo una bozza, ma già definita con tutti gli obiettivi da raggiungere - è contenuto in dodici articoli che impegnano i comandi di Polizia dei paesi più popolosi come Concesio, Villa Carcina, Sarezzo, Lumezzane e Gardone Valtrompia con quest´ultimo capofila. Si tratta di Comuni che - vista la loro conformazione territoriale - hanno esigenze simili e specifiche per la bassa valle.
IL PATTO, sotto la regia del prefetto Livia Narcisa Brassesco Pace, vede come attori anche i comandi provinciali dei Carabinieri e della Guardia di Finanza pronti a sostenere anche nelle criticità più complesse i paesi triumplini.
In concreto, per prevenire e contrastare la criminalità ci saranno controlli integrati contro l´immigrazione clandestina, i problemi di viabilità, negozi e forme di vendita abusive, i rischi ambientali in una zona molto abitata e industrializzata, ma anche per prevenire le «stragi del sabato sera» con controlli nei bar e nei locali e, naturalmente, contro la droga.
Nei fenomeni specifici interverrà anche il Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri di Brescia per la sicurezza ambientale.
L´ACCORDO non sarà solo di collaborazione tra le forze dell´ordine, ma sarà anche sostenuto da attrezzature, mezzi tecnici e, dove serve, anche di personale. Il patto, infatti, prevede una dotazione di 10 mila euro tra i Comuni per approntare le attrezzature, che verranno date in comodato, per effettuare i controlli.
Nel «calderone» si parla anche di formazione degli agenti, del potenziamento dell´illuminazione pubblica per prevenire gli atti negativi e dell´aiuto delle associazioni di volontariato nei Comuni.
Infine, nell´accordo (che comprende anche i vigili del fuoco) si parla di un Gruppo Lavoro di Sicurezza che definirà i problemi e un Tavolo tecnico Interforze per esaminare le questioni specifiche che si verranno a creare.
E se qualche paese avesse bisogno di più uomini, il Prefetto potrà attivarsi con il ministero dell´Interno per chiedere ulteriori aiuti.
Al Patto possono aderire anche altre istituzioni e, ogni sei mesi, verrà fatta una verifica della situazione.
Perchè il sistema vada in porto si attende ora solo la firma del Viminale, che potrebbe arrivare già nelle prossime settimane. Dopo di allora il patto potrà avrà inizio: durerà due anni, con la possibilità del rinnovo.
/F.Zizzo BRESICAOGGI  07/02/12

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