Si è svolto qualche giorno fa un incontro con i referenti del consiglio degli affari economici della parrocchia di Sant’Apollonio i quali, anche per voce del presidente, ovvero don Tino, si son dichiarati dispiaciuti per le parole e le accuse che taluni han mosso in Facebook.
In questo incontro è stato presentato un prospetto riassuntivo dei costi della ristrutturazione del salone dedicato a “San Domenico Savio”. Da specificare che nonostante le richieste di GL, non son stati mostrati preventivi, bilanci, fatture, pezze giustificative e progetti. Quindi ogni eventuale domanda di chiarificazione in merito a questioni prettamente economiche, vi preghiamo di rivolgerle direttamente al consiglio degli affari economici nella figura di don Tino.
“Il tutto nasce nel settembre 2009, quando ad un iniziale preventivo di ristrutturazione di 220.000,00 € si arriva ad un’affettiva spesa di 417.431,18 €”, e come riportano i referenti del consiglio “l’unico nostro errore è stata la buona fede nei confronti dei tecnici incaricati, un’eccessiva fiducia”. Da sottolinearsi che non è stato specificato dove sia stato l’eventuale errore dei tecnici, o dell’impresa che presumibilmente aveva firmato il preventivo. A questa cifra, grazie all’assegnazione di un bando regionale (bando barriere architettoniche) e quindi di un contributo a fondo perduto, si son potuti decurtare 119,807,01 €.
Rimanevano quindi ancora da pagare ben 297.624,17 €.
Dal settembre 2009 quindi la parrocchia valuta anche l’ipotesi di passare alle vie legali nei confronti dei responsabili dell’errato calcolo, accantonata per questioni di etica, “il consiglio pastorale tramite il consiglio degli affari economici si è mosso con istituti bancari per cercare di accendere un mutuo che potesse coprire i costi aggiuntivi”.
Sennonché nel dicembre del medesimo 2009, i sigg. Maria Pasotti e Giovanni Massetti lasciano in eredità alla parrocchia una somma, il cui esatto ammontare si saprà solo il 15 aprile 2010, all’apertura effettiva del testamento. E come dicono i referenti del consiglio, “la quota assegnata alla parrocchia si scopre essere quindi di 249.087,65, di cui circa 24.000,00 € sono destinati alla Curia di Brescia, e i restanti 225.087,65 circa rimangono alla Parrocchia e con i quali viene deciso di coprire i buchi della ristrutturazione del Salone. Grazie a questo lascito, alla Parrocchia rimangono da pagare 72.536,52 €”.
Avendo quindi dovuto coprire i costi non preventivati del salone la Parrocchia si è trovata in difficoltà nel coprire il buco di bilancio dell’Asilo intitolato a “Gianna Beretta Molla”. Perché?
La risposta arriva dalla voce della referente della Scuola: “Non c’è stata cattiva gestione, come ogni anno viene fatto un bilancio preventivo, nel quale come sempre vengono messi nelle entrate anche i contributi statali per le scuole parificate. Però solo a maggio 2011 le nostre associazioni di categorie ci han comunicato del taglio del ca. 50 % dei contributi statali, sconvolgendo così il nostro bilancio preventivo. Infatti anche per il 2011 era stata considerata un’entrata pari a quella del 2010”. Da qui la necessità di attivarsi con raccolte fondi e serate di beneficenza. Il buco da coprire sembra essere abbastanza ingente, non abbiamo fonti ufficiali ma sembra aggirarsi intorno ai 70.000,00 €, ma il dato non è confermato.
Si è poi discusso anche della questione sagrato della chiesa, ma la vicenda si perde un po’ nei ricordi, essendo un contenzioso aperto con il comune di Lumezzane ancora 40° anni fa, con una querelle di espropri e diritti di passaggio mai del tutto chiarito.
In comune sarebbe infatti in debito di qualche migliaia di euro con la Parrocchia e nel corso degli anni, le amministrazioni succedutesi non han mai provveduto a chiudere la questione. In campagna elettorale l’attuale amministrazione Vivenzi aveva promesso di mettere fine alla questione, e infatti ha garantito alla Parrocchia l’accesso a dei fondi, accendendo ad un Bando di finanziamento Regionale di durata ventennale. Grazie a questo bando il comune di Lumezzane verserò 10.500,00 € annui per 20 anni (calcolatrice alla mano fan la bellezza di 210.000,00 €) così da saldare la situazione debitoria e chiudere una volta per tutte (dopo quindi 60 anni…) la situazione.
Ma qui c’è un possibile inghippo: ricevendo già una cifra da parte del Comune, la Parrocchia di Sant’Apollonio per i prossimi 20 anni, rimane esclusa da ulteriori finanziamenti da parte del Comune.
Ricordiamo inoltre che qualsiasi commento pubblicato è da ricollegarsi esclusivamente agli stessi scriventi, nulla può essere imputato ai fondatori di GL, i quali ribadiscono che vi è libertà di pensiero sempre e comunque nei limiti previsti dalla normativa vigente in materia.
E considerate che sì, vi è libertà di pensiero, ma da affermazioni offensive GL si discosta e ogni scrivente sarà personalmente responsabile. Si invitano dunque a mantenere toni pacati nell’esporre le proprie opinioni.
PRECISAZIONE: RIGUARDO ALLA VALUTAZIONE DEL PASSARE ALLE VIE LEGALI RISPETTO AL PREVENTIVO SUPERIORE DEL SALONE,LA PARROCCHIA NON AVEVA MAI PENSATO DI PROCEDERE IN TAL SENSO, ABBIAMO SOLO AFFERMATO CHE QUALORA FOSSE SUCCESSO AD UN PRIVATO, LE COSE SAREBBERO SICURAMENTE ANDATE DIVERSAMENTE. QUINDI NON SI VUOLE METTERE IN DISCUSSIONE MINIMAMENTE IL LAVORO DEI TECNICI CHE E' STATO ECCELLENTE. DON TINO RESTA A DISPOSIZIONE PER QUALSIASI CHIARIMENTO. GRAZIE
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