Giornale di Brescia
domenica 12 febbraio 2012
D'accordo, il mattone langue ovunque, ma a Lume è in alta depressione da almeno un decennio. Alcune costruzioni risalgono alla fine degli anni Settanta, in attesa (per ora vana) di acquirenti, come le ville a schiera in alta via Valsabbia, lasciate al rustico per dare libertà di rifinitura, e ancora lì, malinconicamente, a dire d'una mordente crisi, d'un mercato immobiliare davvero... immobile: dalle ville (almeno una quindicina, alcune ampie con giardino, appetibili), agli appartamenti (ormai attorno ai quattrocentocinquanta in vendita o da affittare), alle officine (segnatamente il complesso della ex Gs e lo stabilimento dell'ex Idrosanitaria... emigrata a Sarezzo un paio d'anni fa) per un totale di circa centomila metri quadri complessivi, tanto che la Giunta Corli, a suo tempo, aveva bloccato il progetto della terza zona industriale proprio a causa delle officine silenziose all'interno dell'abitato.
La conseguenza è quella di sempre quando la domanda langue: i prezzi scendono e a Lume ben più che in altre zone, anche alla sola distanza di dieci chilometri, nella media valle. Non è azzardato sostenere che un appartamento a Lumezzane viene via a un trenta-quaranta per cento in meno rispetto ad analogo ambiente altrove.
Non parliamo poi delle zone di pregio dove la differenza assume toni vistosi. Le cause? Oltre quella di generale crisi, la migrazione di molte imprese e di conseguenza dei dipendenti, la facilità di spostamento, l'inurbazione di famiglie e single... Insomma, il mondo in movimento, purtroppo da e non verso Lumezzane.
Egidio Bonomi
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